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L'italiano in piazza. La lingua italiana e le piazze d'Italia

Data:

20/10/2008


L'italiano in piazza. La lingua italiana e le piazze d'Italia

VIII SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA NEL MONDO

Programma terza giornata

Programma terza giornata            


09.30:
Seminario di formazione e aggiornamento del prof. Franco Romano.
 
Pausa Caffè.
 
16.00:
Vernissage della mostra " L’italiano in piazza. La lingua italiana e le Piazze d’Italia" di Alinari 24 Ore.
Bibliothèque Nationale d’Algérie - El Hamma

Fra le tue pietre e le tue nebbie faccio
villeggiatura. Mi riposo in Piazza
del Duomo. Invece
di stelle
ogni sera s'accendono parole.

     Le Piazze d’Italia,

l’italiano in piazza

 

Nulla riposa della vita come
la vita.

Umberto Saba

 

La civiltà italiana è per la massima parte il prodotto della vitalità prorompente delle tante città che fiorirono in ogni parte della Penisola e delle Isole negli ultimi secoli del Medioevo. Città che si aprirono ai commerci e alle attività produttive e si dettero anche governo autonomo o almeno furono l’ambiente di vita soprattutto di una nuova classe sociale, la borghesia. La città fu il luogo alternativo al castello feudale da una parte e al grande centro monastico dall’altra. E nella città assunse una funzione decisiva la piazza civica: luogo di assemblea, di grandi cerimonie, di tumulto, di spettacolo, di affermazione del potere. Dunque, anche luogo di grande comunicazione, di pratica delle lingue vive e di dimostrazione del loro valore.

 

Questa la funzione della piazza centrale dell’aggregato urbano: una “piazza maggiore” per antonomasia, che si apriva davanti al Palazzo di Città, o del Governo, o della Signoria. Altra cosa la Piazza che si apriva davanti al Duomo, per accogliere le grandi cerimonie religiose o le folle in ascolto dei predicatori o che assistevano ai roghi degli inquisitori… Altra cosa ancora la Piazza del Mercato o della Fiera.

 

Una pluralità di funzioni, nascente da ogni articolazione della vita associata, creava la necessità di questi spazi urbani e li riempiva. Ma la pressione della moltitudine incontrava poi la mente e la mano degli architetti e degli artisti. Presero così forma definitiva le spettacolari e inimitabili piazze italiane dell’età del Rinascimento e del Barocco. Talvolta l’architetto doveva dare solo l’ultimo e magistrale tocco a un impianto preesistente, ereditato dalla città romana sottostante: esempi classici la Piazza Navona (“in agone”) a Roma e la Piazza Maggiore a Bologna, che segna ancora l’incrocio tra cardo e decumano. O doveva reinterpretare il valore simbolico del luogo eccelso nell’antico mondo urbanizzato: nasceva la Piazza del Campidoglio concepita da Michelangelo.

 

Ma se si vuol legare più strettamente l’esistenza delle Piazze d’Italia all’affermazione della lingua italiana, bisogna pensare alla funzione delle Piazze nel secolo del Risorgimento e della nuova nazione italiana. Le manifestazioni patriottiche e le barricate prima, ormai all’insegna del tricolore, e poi i comizi dei diversi e contrapposti partiti o i fasti di singoli protagonisti della nuova scena nazionale: furono queste le occasioni in cui l’italiano occupò davvero le Piazze d’Italia e anche si plasmò in esse. Piazze di antica esistenza o di nuova costruzione accolsero da allora nomi e monumenti che ricordano a tutti quando e come le vicende di mille comuni e i suoni di mille idiomi si sono congiunti in una sola storia e in una sola lingua.

 

Anche poeti e pittori delle ultime generazioni hanno dato nuova anima a questi luoghi, celebrandoli nei loro versi o sulle loro tele. E in queste piazze, si sono ridestate, terse e pienamente intelligibili, fatto unicamente italiano, anche le antiche voci: interi canti della Commedia di Dante hanno rioccupato prepotentemente, rilanciati dal funambolico Roberto Benigni, molte Piazze d’Italia, partendo da quella di Santa Croce a Firenze, e si sono incontrati qua e là con le voci di prodigiosi mimi e affabulatori del nostro tempo, di un Dario Fo, di un Alessandro Bergonzoni, di un pensoso Marco Paolini.

 

La Società Alinari-24 Ore e l’Accademia della Crusca hanno collaborato per produrre questo rapido, strettamente essenziale, giro per le Piazze d’Italia, che si conclude nella nuovissima Piazza delle Lingue d’Europa, inaugurata il 3 luglio 2007 a Firenze, per celebrare l’incontro, in necessaria armonia, delle gloriose lingue dei Popoli d’Europa.

 

Le fotografie esposte sono firmate da illustri fotografi: Fratelli Alinari, Giorgio Sommer, Giacomo Brogi, Anderson, Vincenzo Balocchi, Fedele Toscani, Folco Quilici e Fosco Maraini, per citarne alcuni.

Testo del prof. Francesco Sabatini

entrata libera

Informazioni

Data: da Lun 20 Ott 2008 a Dom 9 Nov 2008

Orario: Alle 16:00

Organizzato da : Ambasciata d'Italia - IIC

In collaborazione con : Bibliothèque Nationale d'Algérie - El Hamma

Ingresso : Libero


Luogo:

Bibliothèque Nationale d'Algérie - El Hamma

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