Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK
iic_algeri

LA GIUSTA DISTANZA - preceduto dal cortometraggio UOVA

Data:

27/06/2008


LA GIUSTA DISTANZA  -  preceduto dal cortometraggio    UOVA

Carlo Mazzacurati

II Appuntamento con il Cinema italiano ad Algeri - 27/06 - 1/07

Quando in un paesino immobile, in un lembo remoto d'Italia alle foci del Po tra boschi di pioppi e battelli, arriva la nuova maestra elementare, la bella e cittadina Mara, la nebbia sembra diradarsi e gli occhi degli uomini tornano a guardare. È così per Giovanni, diciottenne al primo incarico di inviato per "Il Resto del Carlino" e per Hassan, meccanico tunisino stimato e rispettato, in una parola "integrato". Sotto lo sguardo curioso del più giovane, nasce la storia d'amore tra i due adulti, dapprima sotto il segno dell'inquietudine, poi della passione, infine della tragedia. Solo trasgredendo alla regola della "giusta distanza" raccomandatagli dal direttore del giornale, che lo vorrebbe né indifferente né troppo coinvolto, Giovanni riuscirà a riportare la giustizia nel paese (l'Italia) dei giudizi scontati.  

LA GIUSTA DISTANZA

Carlo Mazzacurati

ITALIA, 2007

106’, 35mm, colore

 

Versione originale: Italiano

Sottotitoli: Francese

Sceneggiatura: Carlo Mazzacurati, Doriana Leondeff, Marco Pettenello, Claudio Piersanti

Fotografia: Luca Bigazzi

Montaggio: Paolo Cottignola

Musiche: Tin Hat

Produzione: Fandango, Rai Cinema, con il  contributo del MiBAC

Distribuzione: 01 Distribution

World Sales: Fandango Portobello Sales

Cast: Giovanni Capovilla, Ahmed Hafiene, Valentina Lodovini, Giuseppe Battiston, Roberto Abbiati, Natalino Balasso, Stefano Scandaletti, Mirko Artuso, Fabrizio Bentivoglio

 

Carlo Mazzacurati - Nato a Padova nel 1956, realizza nel 1979 I vagabondi, il suo primo film in 16 mm, mentre frequenta il DAMS di Bologna. Dopo la laurea, si trasferisce a Roma dove svolge attività di sceneggiatore e autore televisivo. Del 1987 è il primo lungometraggio: la Notte italiana con cui vince un Nastro d'argento e che segna anche il debutto cinematografico di Roberto Citran, suo amico e concittadino, protagonista anche del suo secondo film, Il prete bello del 1989. Nello stesso anno collabora alla sceneggiatura di Marrakech Express di Gabriele Salvatores.

Nel 1992 abbandona i territori cinematografici più consueti per seguire le vicissitudini di Silvio Orlando nelle vesti di un dentista romano perduto dietro le tracce di una giovane russa, bellissima e misteriosa, che lo conduce verso Un'altra vita (1992). Ne Il toro (1994) racconta il viaggio inverso, quello di due allevatori di bestiame che tentano di fare un buon affare in Ungheria. Il film si aggiudica il Leone d'argento a Venezia e fa vincere la Coppa Volpi come migliore attore a Roberto Citran.

Ancora una volta, attraverso il vagabondare dei due protagonisti, Mazzacurati propone, con uno stile originale e privo di retorica, l'incontro tra culture diverse, oltre frontiera, come nel racconto delle due solitudini di Vesna va veloce (1996), ottima prova d'attore di Alberto Albanese nel ruolo di un operaio che allevia il malessere di una ragazza dell'est che sceglie di fare la prostituta per continuare a vivere in Italia. Nel 1999 presenta al Festival di Venezia Ritratti, una serie di testimonianze su alcuni dei più significativi personaggi della cultura veneta, mentre con il lungometraggio La lingua del santo dell’anno successivo, Mazzacurati torna a esplorare il nord est italiano, attraverso il ritratto di due quarantenni in crisi.

 

Premi e selezioni: FESTIVAL DEL CINEMA ITALIANO DI TOKYO 2008;  FESTA INTERNAZIONALE DI ROMA: PREMIO 'L.A.R.A.' a Giuseppe Battiston come Miglior Attore Italiano; 9 CANDIDATURE AL DAVID DI DONATELLO 2008 ha vinto: Miglior Produttore (Donatella Botti), Miglior attore non protagonista (Giorgio Colangeli); 2 CANDIDATURE AL NASTRO D'ARGENTO 2008: Attore non protagonista (Giuseppe Battiston) e Soggetto.

 

 

LA CRITICA

Carlo Mazzacurati ritrova con La giusta distanza (titolo che ha il suo riferimento specifico nel lavoro giornalistico e di informazione, ma funge perfettamente da metafora di tutto) il suo centro. Lo ritrova in special modo grazie a quello che è il principale personaggio del film: il paesaggio. Il paesaggio, miracolosamente non ancora fagocitato dalla metropoli diffusa e dei "non luoghi" spalmata su tutta la pianura Padana, della Bassa veneta in prossimità del Delta. Il cuore del suo film Mazzacurati lo ha messo in alcuni contrasti. Quello tra l'immobilità atemporale dei suoi luoghi e lo sconvolgimento umano e antropologico dei suoi abitanti.

(La Repubblica – Paolo D’Agostini, 20 ottobre 2007).

Giallo di provincia, ambientato in piccolo paese sul Delta del Po, “La giusta distanza” ci mette di fronte alle nostre ipocrisie e ai nostri pregiudizi (…) Qui Mazzacurati, che costruisce una storia di simboli e stereotipi senza mai (s)cadere nel clichè, mette una marcia in più. Non si mette in cattedra né cerca facili scorciatoie, sensazionalistiche ed empatiche. Si spinge ad indagare la banalità degli eventi. Non siamo in un Giulietta e Romeo moderni, il razzismo, il classismo, il maschilismo sono striscianti e salgono a galla subdoli. Così l'apice del giallo è anche quello del ritratto sociale, avvilente e reale. La giusta distanza racconta l'anima profonda e misteriosa non solo della provincia, ma di una comunità terrorizzata, sempre più schiava di pregiudizi e terrore. (Liberazione - Boris Sollazzo, 20 ottobre 2007)

Mazzacurati torna sui luoghi del suo brillantissimo esordio, 'Notte italiana' (1987), e li racconta col senno di poi. E' un nord-est abbagliante, magnificamente fotografato da Luca Bigazzi, nel quale si nascondono solitudini, rancori, violenze inespresse. Si parla anche di immigrazione, di lavoro in nero, della voglia di fuggire da un delta inquinato come il fiume che lo forma. 'La giusta distanza' è il ritratto di un paese malato, in cui forse è inutile cercare colpevoli perché nessuno è innocente. Molto bravi i due protagonisti (Valentina Lodovini e Ahmed Hafiene), brillanti cammei di tre talenti quali Fabrizio Bentivoglio, Giuseppe Battiston e Ivano Marescotti." (L'Unità - Alberto Crespi, 20 ottobre 2007)

 

 

UOVA

cortometraggio

 

Alessandro Celli

ITALIA, 2007

5’, 35mm, colore

 

Versione originale: Italiano

Sottotitoli: Francese

Sceneggiatura: Alessandro Celli

Fotografia:  Maura Morales Bergmann

Montaggio: Clelio Benevento

Musiche: Umberto Smerilli

Produzione: Blue Suede Shoots

Distribuzione: Blue Suede Shoots

Cast: Katia Pietrobelli, Marta Mangiucca, Patrizio La Bella, Niccolò Di Pierro.

 

Come ogni mattina, una ragazza corre con la sua bicicletta a comperare la colazione. Come ogni mattina quella colazione include delle uova. Una mattina come le altre, si siede tranquillamente a consumare la sua colazione ma quelle uova...

 

Alessandro Celli: Nato a Roma nel 1976, Alessandro Celli, italo-canadese, è laureato in Economia e Commercio e ha studiato alla London Film School diretta da Mike Leigh. Ha diretto diversi corti, acclamati dalla critica in tutto il mondo, vincendo 28 premi in festival internazionali. Da febbraio 2007 lavora in campo pubblicitario in esclusiva per Casta Diva Pictures, ha diretto spot per clienti come Procter & Gamble, RCS Gruppo Rizzoli.

 

Premi e selezioni: DAVID DI DONATELLO 2008: Miglior Cortometraggio; FESTIVAL DEL CINEMA ITALIANO DI TOKYO 2008; MEDFILM FESTIVAL 2007: Panorama; INTERFILM – FESTIVAL DEL CORTOMETRAGGIO BERLINO 2007; KIEV INTERNATIONAL FILM FESTIVAL – MOLODIST 2007: Night of the short films: Italy; NAOUSSA INTERNATIONAL SHORT FILM AND VIDEO FESTIVAL 2007; NICE 2007: Short; TAPEI FILM FESTIVAL 2007: Panorama/World Vision: Next Generation.

 

Informazioni

Data: Ven 27 Giu 2008

Orario: Alle 19:00

Organizzato da : Amb. d'Italia - IIC

In collaborazione con : In collaborazione con (italiano)

Ingresso : Libero


Luogo:

Sala Ibn Zeydoun

181